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Madre e figlio camminano al tramonto nel deserto dell’Uzbekistan, durante un viaggio in famiglia

   Viaggiare con un figlio non è mai solo decidere di partire.
   È prima di tutto una scelta educativa.​​

Genitorialità di viaggio nasce per accompagnare i genitori in modo graduale e consapevole, dalle prime domande e dubbi legati alla partenza fino al desiderio di un’esperienza di viaggio realmente condivisa. Non esistono pacchetti standard né soluzioni preconfezionate, ma percorsi diversi, pensati per momenti diversi: dal primo orientamento alla definizione dell’itinerario, fino alla progettazione completa del viaggio.

Possiamo partire da un’idea, da una destinazione o dal desiderio di progettare un viaggio in famiglia in ogni suo dettaglio: qualunque sia il punto di partenza, un viaggio costruito con consapevolezza non resterà un’esperienza isolata, ma modificherà profondamente il modo di immaginare, scegliere e vivere i vostri viaggi in famiglia.

Mattia Melegari e suo figlio con un gruppo di bambini beduini in Oman durante un’esperienza di viaggio familiare
Mamma e figlio accendono incenso nel tempio di Miyajima in Giappone sotto le lanterne del soffitto
Mattia Melegari e figlio tra le yurte nel deserto del Kizylkum

«Se dovessi morire fa che io sia un racconto»

REFAAT ALAREER

Se dovessi morire,
tu devi vivere
per raccontare
la mia storia
per vendere le mie cose
per comprare un po’ di carta
e qualche filo,
per farne un aquilone
(fallo bianco con una lunga coda)
cosicché un bambino,
da qualche parte a Gaza,
guardando il cielo
negli occhi
in attesa di suo padre che
se ne andò in una fiamma
senza dare l’addio a nessuno
nemmeno alla sua stessa carne
nemmeno a se stesso
veda l’aquilone, il mio
aquilone che tu hai fatto,
volare là sopra
e pensi per un momento
che un angelo sia lì
a riportare amore.
Se dovessi morire,
fa che porti speranza
fa che sia un racconto!

Mattia Melegari con due bambini sorridenti in Tajikistan, durante un momento di incontro e condivisione.

Mi chiamo Mattia Melegari e questo progetto nasce da una convinzione profonda: il viaggio non è solo movimento, ma un potente strumento educativo per genitori e figli, capace di arricchire la crescita emotiva, cognitiva e relazionale del bambino. 

 

Nel tempo ho attraversato territori molto diversi tra loro, in paesaggi sociali e geografici eterogenei, rendendomi conto di quanto il viaggio prenda forma nel contesto, non solo nell’itinerario. Un viaggio è prima di tutto un’esperienza di incontro, che chiede rispetto, ascolto e capacità di adattamento. Ogni destinazione porta con sé una storia, tradizioni, un modo specifico di guardare alla vita. Viaggiare significa entrare in queste realtà con attenzione e sensibilità, evitando forzature, semplificazioni e letture stereotipate.

È da questa prospettiva che nasce il mio modo di progettare viaggi come percorsi di scoperta, non come consumo di luoghi: scelgo ritmi sostenibili, itinerari realistici e un approccio che favorisca l’incontro con chi vive questi territori. Un modo di viaggiare che mette al centro l’ascolto, la comprensione delle differenze culturali e la responsabilità di muoversi nel mondo con curiosità, misura e consapevolezza.Attraverso contenuti divulgativi, riflessioni e itinerari di viaggio nati dall’esperienza diretta di un genitore, promuovo una cultura del viaggio intesa come momento di crescita, apertura al mondo e cura condivisa.

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